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week end ottobre a Ventotene

 E’ una mentalità molto poco italiana recarsi fuori stagione in belle località super affollate d’agosto sia  per una questione di risparmio sia per la ricerca di tranquillità per meglio godersi le bellezze naturali  . Stavolta abbiamo scelto Ventotene . L’isola si raggiunge , in questo periodo, da Formia con 2 ore di traghetto ed un’ora d’aliscafo . Dopo aver superato ,data la scelta del periodo, il fastidio del “tutto pieno” , resta da superare il secondo ostacolo , quello di non beccarsi una salata multa per eccesso di velocità , volendosi recare in auto al porto . La strada per raggiungere Formia è infatti disseminata di trappole (autovelox con diversi limiti di velocità) in cui  è facilissimo cadere . In pratica  non si riesce a capire fino a quale velocità è possibile andare , dato che i limiti variano continuamente  e l’attenzione verso i cartelli non può essere tale da far trascurare altri tipi di attenzioni , quali quelle verso le altre auto che non sempre rispettano le regole , tra cui i divieti di sorpasso. In pratica  se si evita  di prendere una multa  per eccesso di velocità si rischia di fare un incidente per distrazione dalla guida  per guardare i cartelli segnaletici .

 

Parlare poi di eccessi di velocità ci sembra ridicolo dato che parliamo di limiti imposti tra i 50 km/h e i 70 km/h invece dei soliti 90 km/h delle strade statali.

Arrivati comunque faticosamente e con gli occhi strabici al parcheggio del porto , ci imbarchiamo per la nostra avventura .

Il primo impatto con l’isola di Ventotene è bellissimo : la costa frastagliata di tufo che penetra nel mare blu , il porto nuovo con alle spalle lo splendido antico Porto Romano  con i negozi in banchina scavati nella roccia , la vista sull’isola di Santo Stefano ove si erge il vecchio carcere abbandonato.L’isola  ci appare subito molto piccola ed il suo centro abitato è tutto percorribile a piedi  attraverso la principale via Olivi , la variante di via Parata Grande , via Calanave  e Calabattaglia . Il centro è costituito da piazza Castello . C’è poi piazza Chiesa da cui si scende per  l’antico  e caratteristico Porto Romano .  La costa è costituita da Punta Eolo a  Nord , ove vi sono i ruderi della antica villa romana Giulia , da Cala Rossana (porto nuovo) , da Cala Nave , ad Est , di fronte  a Santo Stefano , da Cala Battaglia , a Sud, quasi tutta distrutta da una frana . Ad Ovest (Parata Grande, Punta Pascone, Paratella, Moggio di terra)  la costa è quasi tutta impraticabile via terra e poi c’è la riserva marina ove sono vietate navigazione e pesca .

Scaricati in albergo i pochi bagagli ci rechiamo subito a Cala Nave dato che la giornata , sia pur di fine ottobre, si presenta molto invitante per un bel bagno . Ed infatti non ci eravamo sbagliati : l’acqua non è fredda e il sole ci asciuga subito . Dopo un  breve ristoro , ci mettiamo in marcia per Villa Giulia  e  poi  , verso la fine della giornata , ci resta il tempo per arrivare a Punta degli Olivi , verso la parte occidentale opposta dell’isola . Il profumo della macchia  mediterranea  ci segue ovunque , la gente è cordiale , disponibile  al dialogo, c’è una civilissima raccolta differenziata dei rifiuti .

La prima impressione dell’isola è quindi entusiasmante ma …. l’imprevisto sta in agguato . Il nostro albergo, sulla strada degli Olivi , pur scelto tra quelli di buon livello , si rivela cadente : la manutenzione  è trascurata, nel bagno non esiste un ripiano ove poggiare le proprie cose , le porte della doccia escono dai loro binari , il letto è sfondato . Ma non è un caso isolato : anche tutte le costruzioni circostanti  appaiono egualmente deludenti . La cosa più fastidiosa si rivela  il doppio senso delle strettissime strade ove sfrecciano auto inquinanti , non elettriche , che s’incrociano  ad incastro e costringendo i pedoni , che non hanno marciapiedi, a trovare riparo , per non essere investiti , presso gli ingressi delle ville che s’affacciano in strada . E siamo a fine ottobre , in una situazione dell’isola praticamente deserta , con soli 300 abitanti . Non osiamo immaginare  cosa possa accadere nei mesi estivi . Non riusciamo a capire come un’isola , praticamente per 2/3 parco marino di riserva naturale , possa  essere così trascurata nella sua organizzazione  di  terra .

L’anziano titolare dell’antico forno pasticceria di Ventotene , il sig. Aiello, che offre specialità di apprezzabile qualità  ci conferma la nostra impressione : l’isola sta morendo , in abbandono, perché nessuno la valorizza , nonostante le potenzialità delle sue bellezze naturali, dei suoi parchi marini (le sole attività sub  potrebbero coprire l’intero arco dell’anno) , e delle sue antichità romane (il Museo è fortunatamente affidato ad un’archeologa sarda che fa persino le pulizie che gli addetti locali , sia pur stipendiati, non fanno). Tutti i finanziamenti ricevuti si perdono improduttivamente .  Tutta questa inerzia da parte di chi  ha il potere e il dovere di fare , provoca  la decadenza dell’ambiente  che non solo significa isolamento invernale ma persino netta riduzione d’afflusso turistico d’estate . La crisi  economica mondiale dovrebbe farci aguzzare l’ingegno per restare a galla , spingerci ad inventarci l’impensabile per valorizzare tali potenzialità naturali ed invece  Ventotene  dorme .

Purtroppo  questa costatazione non è  una critica solo all’isola ma all’intero Paese , dotato di una grandissime risorse naturali , immeritate , dato che spreca  tutte le sue occasioni di successo , rotolando verso il III Mondo per la miopia dei suoi governanti , di qualsivoglia colore essi siano( e con i verdi in prima fila)  .

 Dimenticavamo, restando sul pratico : attenzione alle tracine , pesce con spine velenose sul dorso che provocano dolori fortissimi ai malcapitati che ci mettono i piedi sopra! Nell’isola ce ne sono parecchie .Ci viene in mente di addestrarle per pungere chi dorme!