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Maldive

Spinti da un DNA che ci fa preferire le settimane “blu” a quelle “bianche”, abbiamo deciso di concederci una vacanza al mare in questo, fin qui, ipotetico inverno.
La scelta è naturalmente caduta sulle Maldive ed il nostro tour operator di fiducia, Tourbillon, ci ha indirizzato nell’atollo di Ari Nord  a Velidhu Island.
La partenza è da Roma Fiumicino, e dopo un volo di ben nove ore atterriamo a Male; da lì, dopo una non breve attesa, si decolla in idrovolante per l’agognata meta.
L’idrovolante è scomodo, poco più che un piccolo autobus volante, ma lo spettacolo dei vari atolli sorvolati a bassa quota è imperdibile e ci anticipa le suggestioni delle lagune e la straordinaria varietà dei toni di colore del mare dal reef fino alle candide spiagge. 
Venticinque minuti ed ammariamo all’estremità di un piccolo molo in legno, pronti a sbarcare su un’isoletta dalla laguna turchese; ci danno il benvenuto le ondivaghe scie di piccoli squali “pinna nera” che nuotano intorno al pontile; la sabbia sottile come talco è bianchissima e l’interno dell’isola è una piccola e lussureggiante foresta in cui tra mangrovie e alberi del pane sono “annegati” i bungalow e i pochi servizi comuni: reception, ristorante, bar, diving. 
E’ ormai pomeriggio e dopo la sistemazione in camera ed il periplo dell’isola lungo la  spiaggia, assistiamo al primo splendido tramonto maldiviano. 
Il mattino successivo il sole è subito alto ed i colori del mare, pienamente illuminato, sono ancora più sorprendenti. Tanto fattore di protezione (50), pinne o scarpe da scoglio (indispensabili per non ferirsi sui coralli ), maschera, boccaglio ed è subito snorkelling ! 
Entro per primo in acqua e ne esco immediatamente per gridare ai compagni la mia meraviglia: a due metri dalla riva sui primi scogli del reef, ci si immerge in un acquario incredibile per quantità e varietà di pesci multicolori che non hanno paura e  non fuggono, si è immersi in un’atmosfera surreale in cui si ha l’impressione di essere invisibili. 
I branchi di pesci ti inglobano, si allargano solo quel tanto da lasciarti lo spazio per muoverti tra di loro senza urtarli; alcuni dai vivaci colori (un po’ alla volta ne apprenderemo i nomi e quelle che sembrano le loro abitudini) più territoriali ti “puntano“e ti “beccano” ma senza arrecarti alcun danno. Pesci dalle foggie più strane e dai colori sgargianti nuotano, mangiano, si inseguono quasi ignorandoti. 
Sul fondo tra i coralli, grosse conchiglie anch’esse colorate e razze seminascoste nella sabbia che guizzano via al nostro passaggio. 
E poi l’incontro……. li abbiamo già visti dal molo, sono nella loro nursery naturale, non superano gli ottanta centimetri…… ma vedere uno squalo “pinna nera” che ti nuota intorno o ti punta curioso per deviare quando arriva a meno di un metro da te…..che dire, non fa paura ma dona un eccitazione e la consapevolezza di avere il privilegio di assistere ad uno spettacolo davvero unico!
Nei giorni successivi alle immersioni, anche con fotocamera, per documentare e cercare di portare con noi la memoria di quell’incredibile spettacolo, si alternano i bagni nella  laguna dai caldi colori  e il semplice godimento delle spiagge e dei tramonti che a queste latitudini incendiano il cielo.
Altro e non mi sembra poco, le Maldive non offrono tranne qualche escursione, come la visita ad una vicina isola di pescatori dove abbiamo modo di conoscere la popolazione locale: musulmana, fortemente maschilista, ma gentile e naturalmente socievole e sorridente pur in un contesto di notevole povertà o se preferite di spartana semplicità; 
le cene a tema ma comunque con molte spezie che tendono a dare una particolare impronta ai sapori; piccoli intrattenimenti serali come le scommesse sulle corse dei paguri. 
In definita a me è sembrato di vedere in quest’atollo, dove la natura è ancora integra e dove in ogni bungalow è presente l’invito al rispetto per la barriera corallina ed i suoi abitanti, quanto di più vicino all’idea che io possa immaginare di un paradiso terrestre.