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Corsa alla tassa sul turista
Grazie alle Amministrazioni locali , parcheggi a pagamento, zone a traffico limitato, pedaggi incomprensibili… sono ormai all’ordine del giorno nel nostro Paese; e tutto questo e altro ancora grava sul soggiorno di un turista in Italia, senza dimenticare dei costi spesso elevati di bar, alberghi e ristoranti. Ma non basta più: ora si è deciso di introdurre anche la tassa di soggiorno, un contributo su ogni pernottamento in albergo o camping.Ma vediamo alcuni esempi partendo dal Tentino. Già da oggi sul passo del Rombo e dall'anno prossimo sui valichi dolomitici del Sella, Gardena, Pordoi, Campolongo, Stelvio e Giovo, la Provincia di Bolzano potrebbe esigere un pedaggio che va dai 5 euro per le automobili ai 25 per i pullman.
Ancora per accedere al parcheggio e alla strada panoramica che si arrampica attorno alle tre cime di Lavaredo, il Comune di Auronzo di Cadore (Belluno) esige la bellezza di 20 euro, mentre per i pullman si arriva addirittura a 90 euro.
Un pullman turistico che vuole entrare a Venezia deve pagare un ticket d'ingresso di 180 euro. E nemmeno il Lido e la vicina Mestre vengono in soccorso del visitatore in pullman, visto che lì il ticket costa rispettivamente 120 e 160 euro. Una volta giunti in città, scattano le tariffe differenziate per i turisti: per muoversi con i vaporetti, infatti, mentre un residente paga un euro, i visitatori ne spendono ben 5, con il biglietto che deve essere ricomprato ogni qual volta si cambia linea. Nel 2005 solo nelle zone a traffico limitato veneziane, il Comune ha incassato cifre stimabili in oltre 11 milioni di euro. In più il sindaco ha proposto l'istituzione di una sorta di tassa di soggiorno: un euro che i turisti dovranno pagare per ogni conto di albergo e 50 centesimi per ogni conto al ristorante. Poi passiamo in Liguria, ove recentemente si è proposto di innalzare il pedaggio sulle autostrade che passano sul suo territorio solo negli week-end estivi, quando maggiore è il flusso di vacanzieri. Un'idea non nuova, visto che già oggi sui traghetti tra Rapallo, le Cinque Terre e Portofino, negli week-end da Pasqua all'ultima domenica di settembre i biglietti costano dai 50 centesimi a un euro in più. Ma ora andiamo nelle città d'arte toscane (Firenze, Pisa, Siena, Lucca e San Gimignano) che applicano il ticket d'ingresso agli autobus turistici. Lo stesso vale per Assisi in Umbria.
Il risultato è che un tour in autobus nelle principali città della regione, una forma di turismo molto praticata soprattutto dai paesi del Nord Europa, può costare anche mille euro in più. Il record di autobus nelle città d'arte si ha a Roma, con 230mila mezzi entrati nel 2005 nelle due zone a traffico limitato della città eterna. Con tariffe tra i 57 e i 175 euro, a seconda del veicolo e del percorso. E, per finire, le isole.
E’ inutile citare le ormai famosissime tasse sul lusso volute dal Presidente della Regione Sardegna Renato Soru.
In Sicilia i soliti autobus a Taormina pagano un ticket di 40 euro, e nel 2005 ne sono arrivati 11mila. Senza contare, come nelle altre città d'arte, le tariffe eccessivamente esose dei parcheggi, per gli automobilisti che decidono di andare a visitare le bellezze artistiche del nostro Paese.
Per concludere non possiamo non citare le isole Eolie. Da 4 anni chi si imbarca per il piccolo arcipelago vulcanico paga un euro se diretto a Lipari e 3 euro nel momento in cui si arriva a Stromboli o a Vulcano. Un prelievo che il sindaco di Lipari ha potuto introdurre (e che ora conta di portare a 5 euro) in quanto Commissario straordinario per l'emergenza nelle isole Eolie, in seguito ai fenomeni vulcanici e geologici degli ultimi anni.
Ma a fronte di tutto questo cosa si offre ? Pulizia ? No . Servizi ? carenti . Sicurezza ? molto poca . Prezzi competitivi ? Certamente no . Tranquillità ? Assolutamente no , dato il caos delle strade e città strette e superaffollate . Al Bel Paese resta solo l’attrattiva del divertimento e della buona cucina . Ma a prezzi raddoppiati con l’introduzione dell’euro .
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