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Il castello di Proceno - Il Giulianone

Abbiamo passato  questo fine settimana  al castello di Proceno , il Giulianone , nell’Alto Lazio  , a Nord di Viterbo, ai confini con l’Umbria , ad Est , e la Toscana , ad Ovest. Ci è stato indicato con entusiasmo da un amico così che siamo andati a curiosare sul sito www.castellodiproceno.it  per saperne di più .  Il sito ci è apparso semplice , artigianale , lontano   dal freddo  standard  comunicativo a cui si sono abituate le  masse  di navigatori  . La stessa prenotazione  non è automatica ma “casereccia” , fatta di un dialogo  diretto con i proprietari  , schietto , senza formalità. Questa prima impressione ci ha fatto capire che  quello che stavamo chiedendo  non era di prenotare una stanza d’albergo ma di essere ospiti nel borgo del castello  che  appartiene alla famiglia  Cecchini-Bisoni da centinaia d’anni  ,  persone tanto nobili quanto  estremamente semplici e cordiali . Siamo rimasti colpiti dalle parole scritte nella home page di questo sito “ …una grande casa per una grande famiglia  che , per secoli, è stata numerosa …..poi, purtroppo, man mano , tante persone care sono scomparse  e le grandi stanze sono rimaste silenziose e quando questo silenzio  ha iniziato ad invadere i nostri cuori , mio marito ed io  abbiamo deciso  di farle vivere di nuovo , di animarle con persone colte ed amanti dell’arte …….di poter vivere sapori di una volta ……fuori dai circuiti del turismo …….Tutti i nostri ospiti hanno amato questa atmosfera magica , fatta di letteratura , di arte  e storia ……Al termine del vostro soggiorno vorremmo essere riusciti  a farvi respirare i  profumi della nostra terra  ed il calore  dei nostri cuori ….”  E certamente ci sono riusciti!

Siamo arrivati a Proceno  da Roma , prendendo l’autostrada Roma –Firenze e siamo usciti  ad Orvieto . Abbiamo preso la s.s. 71  direzione Castel San Giorgio , poi la s.s. 74  e la s.s. 2 per  Acquapendente e , infine,  la s.p.52 (strada provinciale procenese). Abbiamo percorso complessivamente 150 Km  dal Centro di Roma.

Il castello , piccolo ma imponente ,   soggetto ai vincoli delle Belle Arti  , è circondato da  un borgo  in cui  sono disponibili solo  dodici stanze  di nomi variegati ( Primavera,Estate,Autunno, Chiostrino, Loggia , Bicocca, Innominato ecc. )  per totali  36 posti letto  . Attorno  al castello ci sono oltre due ettari di giardino , una piscina  ed un ristorante  , che funziona solo d’estate, rustico ed elegante al tempo stesso, arredato con grande  gusto   . D’inverno  funziona  , in alternativa  al ristorante, un’enoteca , arredata con altrettanto gusto .

I cibi  sono frutto dall’ ottima tradizione culinaria sia Umbra che Toscana . La prima colazione è ricca e la cucina funziona solo la sera .

Le  stanze  del borgo ove si alloggia hanno il fascino e sapore d’altri tempi  , dotate di  camino , legna, giustamente prive di televisione  che certamente stonerebbe con l’ambiente ,  frigorifero e  forno a microonde (rigorosamente nascosti) , richiesti dagli ospiti stranieri che sono la maggioranza. Le lenzuola sono ricamate , il letto è in ferro battuto, alto  e comodo. La stoffa alle porte dà calore alla stanza .

Il castello di Proceno , sconosciuto dagli italiani ed amato dagli stranieri che ci vengono da tutte le parti del Mondo , a cavallo e addirittura a piedi , comminando per mesi per migliaia di chilometri, è ricco di manifestazioni artistiche e culturali .

A  questa vivacità  culturale , il Paese di Proceno  è indifferente  se non addirittura ostile : l’iniziativa non è assolutamente  né assecondata  né incentivata  . Ci viene in mente  la condanna dei nobili di un tempo dell’ ignoranza . I  tempi e i ruoli sono cambiati  ma  l’ottusità permane  e condannarla  è sempre d’attualità .

Sembrerà strano  , ma non è  tutto questo fascino che vi abbiamo descritto che ci ha colpito di più . Quello che ha colpito di più i nostri cuori è la classe , il gusto , la fantasia , nobiltà e semplicità dei proprietari del castello  che  ci hanno fatto capire  quello che avevamo letto  nella loro home page , il calore  che resta  dentro di noi alla partenza .