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La costa del Cilento
Non poteva mancare , per un confronto con il mare della Costa Smeralda, una visita alla Costa del Cilento . Siamo andati via terra nel suo cuore , a Palinuro e a Marina di Camerota , anche per esplorare la possibilità di un attracco nei loro porti, quando inizierà la stagione estiva , per esplorare via mare ancora meglio la bellezza di questa costa .
La prima cosa che ci ha colpiti è l’olio extravergine di Pisciotta , piccolo paesino medioevale, un gusto mai provato che ha relegato in II categoria ogni cosa che abbiamo mangiato : pane ed olio è stato il principe indiscusso della tavola . Anche qui la tradizione italiana locale è salita in cattedra mortificando qualsiasi logica economica di produzione di massa .
La seconda cosa di cui ci siamo resi conto è che addentrasi nel Cilento non è un’impresa facile , dato che occorre percorrere strade arroccate che dal lungo costa vanno nelle montagne e da qui ridiscendono a mare . Procedendo via terra certamente da non perdere sono Paestum , con i suoi antichi templi, e la Certosa di Padula .
Il nostro interesse prevalentemente marino ci porta subito ad osservare spettacoli entusiasmanti : una costa molto simile a quella Amalfitana , con pari insenature, meno alta , con minori strapiombi ma , in compenso , ricca di spiagge ampissime e bianche , da ricordare la Sardegna da cui si differenzia soprattutto per la diversa configurazione delle rocce . Il mare è quasi eguale , trasparente , chiarissimo , con bassi fondali . In parole povere , la costa del Cilento pare abbia preso il meglio della Sardegna e della Costa Amalfitana .
Il promontorio di Palinuro assomiglia ad una mano verde che si protende sul mare ed attorno a questa mano sorgono anfratti e grotte che rappresentano un vero e proprio patrimonio biologico . Citiamo la grotta azzurra, quella d’argento, dell’arco, delle ossa, del sangue, di Ciavole , tutte ricche di sorgenti sulfuree , meno famose di quelle di Capri ma assolutamente non inferiori come bellezza naturale . Vi sono giochi di rocce , come l’Archetiello, e spiagge la cui denominazione appare già di per sé molto eloquente (Il buon dormire) . Palinuro come paesino è accogliente ma ha certamente fatto dei passi indietro rispetto al tempo in cui ospitava il Club Mediterranee che aveva portato in questa località fama e turisti di ogni parte del Mondo . Un magico idillio interrotto dalla stupidità del suo primo cittadino che aveva maturato il progetto di sviluppare un turismo alternativo , costringendo il Club Mediterranee ad andare via . Un tipico esempio di miopia e mal governo degli interessi pubblici .
Passi in avanti ha invece fatto Marina di Camerota , con una circonvallazione e parcheggi che nel periodo estivo preservano il centro del paese dall’assalto dei turisti . Ottimo il porto con molti posti barca dotati di corrente elettrica ed acqua . E poi bellissima la costa con le vicine cale Fortuna, di Luna e Bianca . Superato il promontorio degli Iscolelli ci appare la famosissima cala o meglio porto naturale degli Infreschi .
Per raggiungere queste località abbiamo percorso in auto la Salerno-Reggio Calabria, siamo usciti a Battipaglia , da qui abbiamo percorso la s.s. 18 e poi la Sapri-Palinuro , strada recente ed alternativa a quella costiera che passa per Ascea e Pisciotta , talvolta interrotta per frane .
Questa visita ci conferma che il Mezzogiorno è una bellezza naturale superiore ma più difettosa all’artificiale Costa Smeralda, più vera ma più trascurata , più ricca di storia e di sapori ma piena di imprevisti e contraddizioni . La Costa del Cilento è una foto più tipicamente italiana rispetto all’internazionale Costa Smeralda .
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