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In esplorazione della Costa Smeralda

Sbarcando all’aeroporto di Olbia – Costa Smeralda  si  ha subito l’impressione  di entrare in un mondo ricercato ed ovattato . Tutto è pulito , efficiente e ben organizzato . Non sembra di stare in Italia e soprattutto  non nel Mezzogiorno . Abbiamo sfruttato il cosiddetto “ponte del 25 Aprile ” unendo interessi lavorativi ad aspirazioni vacanziere ma  l’immagine della Costa Smeralda ci si presenta  ancora da “fuori stagione” . Forse dipende dal fatto che il mare sardo è di regola  freddo e le spiagge ventose e che quindi non  ci si può immergere come nel mare di Sicilia  che già dalla precedente settimana di Pasqua appariva prescelto dai bagnanti . Ma abbiamo il vantaggio di non dover metterci in fila per centinaia  di chilometri di auto ed a rischio della vita ! Ma poi non siamo  venuti in Costa Smeralda per  fare il bagno nelle sue splendide acque ma per  ammirarla  in un periodo in cui la vegetazione non viene  assalita dall’arsura ed è assente la confusione dell’estate. La prima impressione , quella dell’aeroporto , si ripete come  in fotocopia per  tutta  la Costa Orientale dell’Isola : tutto pulito , efficiente ,  ben organizzato ed ,in più , una caratteristica  rara in Italia : case tutte uniformi , tutte finite , che si integrano nell’ambiente senza offendere la natura . Questo vuol dire che  di abusivismo in Costa Smeralda ne è stato ammesso poco o  nulla e questo anche per  la possibilità di avere licenze , almeno fino a poco tempo fa , il che ha creato una fiorentissima attività immobiliare . Della mamma Italia  ha preso, in negativo ,solo  la segnaletica stradale , carente , ma per fortuna di strade ce ne sono poche  e , in positivo, una cucina strepitosa . La gente è disponibile e gentile , i prezzi dei ristoranti  accettabili .

Il nostro giro inizia , come d’obbligo, da Porto Rotondo  fortunatamente  non accessibile alle auto , con splendide piazzette rotonde  che abbracciano il porto con le mega barche . Tutto è curato nei minimi particolari , c’è bella gente , i negozi  sono turisticamente aperti  con lunghi orari , nonostante la festività . La sola carenza che rileviamo sono i parcheggi  , certamente insufficienti nel periodo di massimo afflusso  estivo . Proseguendo nel nostro tour  ci spostiamo nel vicino golfo di  Marinella  e la prima cosa che notiamo è la difficoltà di accesso al mare . Le splendide spiagge bianche con acqua cristallina e rocce caratteristiche erose dal vento  sono letteralmente  assediate da  villaggi turistici ed alberghi , che se ne sono appropriate  per chiuderle  al flusso turistico estraneo . Praticamente  i complessi immobiliari  si sono  create delle spiagge private . Ci spostiamo, allontanandoci  dalla Costa Smeralda  e ritornando verso Olbia , al Golfo Aranci e qui  non troviamo  i complessi turistici e alberghieri fantasmi d’inverno ma  un paesino normale  che  non pone divieti d’accesso al suo mare . In vicinanza si può ammirare la verde isola di Figarolo e in lontananza l’isola di Tavolara , area marina protetta , nel golfo di Olbia . Riprendendo il nostro cammino verso  la Costa Smeralda , passato Porto Rotondo ed il Golfo di Cugnana ,  ci fermiamo a Portisco , approdo moderno  , completo di ogni confort  per i naviganti e le loro  barche , compreso il posto auto . Proseguiamo quindi per Cala di Volpe –Capriccioli e qui ci troviamo di fronte ad uno sbarramento ancor più massiccio di complessi residenziali e alberghieri (il famoso Cala di Volpe) .  Ci si può accedere solo a piedi  e non ci sono parcheggi : tutto insomma , al solito, per ostacolare il turismo  povero , quello di massa , dalla mattina alla sera . Anche qui scopriamo ville splendide , inserite in punta di piedi nell’ambiente . In mare, di fronte si vedono l’isola Soffi e l’isolotto di Mortorio . Passiamo quindi a  Romazzino , con relativo omonimo albergo di prima categoria, dotato di splendida grande spiaggia e  panorama che spazia fino a punta Capaccio e poi ci dirigiamo verso  L’Abbiadori  , piccolo centro panoramico nel golfo del Pevero , anche qui con il suo Golf Club. Di fronte si vedono gli isolotti Li Nibani . Arriviamo finalmente  a Porto Cervo , abbracciata anche qui dal famoso hotel  , il Cervo , una paesino miniatura , ricco di sfarzosi negozi  che attorniano da sopra e da sotto la famosa piazzetta . Pochi sono i posti barca , con invito quindi ai naviganti  a recarsi alla vicina Marina di Porto Cervo con il suo prestigioso Yacht Club . Procedendo , poco distante,   ci fermiamo a Liscia di Vacca , località anche qui  interamente occupata  da  complessi turistico-alberghieri che  tengono a distanza  i turisti occasionali . Ma  , da vaganti  in cerca di sfoghi  marini  , incontriamo fortunatamente   Baia Sardinia.  Restando in tema di  ottimi porti , scopriamo Poltu Quatu che ricorda  l’insenatura super protetta di  Bonifacio in Corsica . E’ senza dubbio un approdo sicuro ed organizzato . Siamo nel Golfo di Arzachena e ci fermiamo a mangiare del pesce splendido sul lungomare di  Cannigione (Arzachena) . Procedendo lungo la costa verso Nord  , pensando di aver abbandonato  le zone di lusso, restiamo colpiti  dalle bellissime ville che strapiombano a mare . Ci fermiamo a Capo d’Orso prima di raggiungere Palau, punto di partenza per le isole La Maddalena, Caprera , con la sua famosa scuola di vela , S. Stefano , Spargi e Budelli , gioielli  del Nord della Corsica  , tutti ammirati   dall’alto  di questo promontorio  (Capo d’Orso ) caratterizzato da  un gran sasso che assomiglia proprio ad un orso .

Vorremmo continuare la nostra esplorazione anche nella parte Nord Occidentale dell’isola  (S. Teresa di Gallura, la Costa Paradiso, l’Isola Rossa, Badesi, Castelsardo, Platamona, Porto Torres,Stintino, L’Asinara , Alghero, Sassari)  ma il tempo a disposizione ci manca . Ripieghiamo quindi per Olbia , non trascurando di passare per S. Pantaleo , rinomato paesino che sembra fuoriuscito dalla preistoria, ubicato  in aspri rilievi rocciosi  dalle  forme più fantasiose .

Siamo arrivati in troppo largo anticipo all’aeroporto , disabituati  all’assenza di code d’ auto, e quindi  ci concediamo una variante sul tema : San Teodoro , prendendo l’autostrada  in direzione Nuoro . Certamente non è la Costa Smeralda , è meno ricercata ma più vera , quella  più vicina  alla Sardegna  delle tradizioni del suo capoluogo . Anche qui non mancano belle e numerose spiagge tra cui  quella denominata La Cinta .

Ritorniamo in fine in città : l’esplorazione è finita . In  tre giorni abbiamo speso molto perché la soluzione  aereo + macchina  in affitto costa il doppio ( quasi 1.500 € per 4 persone) rispetto a quella della nave con auto propria  che però non ha  possibilità di scelte degli orari degli aerei e non ha sempre disponibilità di posti . 

La Costa Smeralda è una grandissima bellezza  marina  “fredda” accoppiata ad una superba bellezza naturale artificiale , piatta, limitata, accuratamente  difesa e valorizzata , come un trucco perfetto di una affascinanate donna . Tutta diversa  dai mari e panorami caldi della Sicilia e della Costiera Amalfitana  , con suoi strapiombi mozzafiato , la varietà e diversità della sua natura ,la violenta e trascurata bellezza  al naturale, senza trucco , ma purtroppo inquinata  e violentata  dall’uomo (discariche e abusivismo edilizio ) . In comune c’è solo una cucina splendida , ricca di tradizioni e sapori , anche se del tutto diversi . Per il resto la  Costa Smeralda è un altro Mondo , un esempio di come si potrebbe valorizzare il Paese e soprattutto il Sud se non fosse in mano  a irresponsabili e incompetenti  che “non sanno quello che fanno” , distruggendo una ricchezza  enorme ed  inesauribile che sarebbe fondamentale  per il rilancio e la valorizzazione dell’intera Italia.Il Sud dovrebbe dare e non ricevere soldi .