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Il mito americano tramonta a New Orleans?
L’affermazione trapelata da qualche poco attento osservatore sul mito americano che crolla a New Orleans è sbagliata . Significa non sapere come funziona l’organizzazione americana , che poi è molto simile a quella giapponese , a quella tedesca e di tutti i Paesi dove c’è qualcuno , democraticamente eletto , che decide e tanta gente che esegue , ciascuno per quanto di sua competenza , senza nulla togliere alla libertà e al diritto di protestare e fare dimostrazioni . Il concetto che il caos è libertà e l’ordine è dittatura è un’invenzione strumentale di chi vuole il caos per sovvertire l’ordine delle cose e poi imporre il suo regime . L’organizzazione americana funziona a schemi ed è perfettamente in grado di funzionare in situazioni normali : tutti devono fare quello che è scritto sul manuale e nulla più . Lo spazio alla fantasia , al personalismo è limitato , può nuocere all’organizzazione . Questo sistema di certezze assicura il massimo dell’efficienza in situazioni normali . Al contempo però si rivela fragile di fronte all’imprevisto , cioè , ad esempio, quando la forza della natura va oltre i limiti immaginabili . Come è accaduto con l’uragano Katrina a New Orleans . L’organizzazione americana è l’esatto contrario dell’organizzazione italiana , tutta basata sull’improvvisazione , sull’eccezione che conferma la regola ( ma quale regola ? Ce ne sono tante , quanti sono gli abitanti) . Certamente l’organizzazione italiana funziona meglio di fronte agli imprevisti dato che siamo abituati a convivere con l’incertezza : saremmo stati più adatti a gestire il disastro di New Orleans . Ma quante eccezioni ci sono rispetto a quanti casi normali ? Nella minoranza dei primi siamo vincitori ma nei secondi siamo gli ultimi !
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