|
Torna Indietro/Go Back
Navigando nelle acque italiane
Riferisco affinché si sappia quello che può accadere navigando nelle acque italiane .
Quanto raccontato mi riguarda personalmente . Dopo aver regolarmente percorso la rotta Anzio –Piano di Sorrento , terminato il carburante ho fatto il pieno di circa 600 litri a detto distributore di Piano di Sorrento in data 16/7/05 rilevando subito che la barca aveva dei piccoli anomali scatti ed emissioni di fumo bianco .Sono arrivato a stento alle Eolie dopo sette ore di navigazione (due più del previsto) . Il giorno dopo nell’isola di Vulcano ho avuto un blocco totale dei motori .Ho fatto intervenire un meccanico che ha dovuto spurgare la gran quantità d’acqua salmastra dal decantatore del carburante della barca , dai filtri delle nafta (poi sostituiti in quanto impregnati d’acqua) e dagli iniettori . Sono stati eliminati circa dieci litri d’acqua . Per completare la depurazione sarebbe stato necessario sostituire anche i detti iniettori che però al momento non erano disponibili . Per tale motivo sono stati semplicemente puliti ed ho affrontato il viaggio di rientro in data 3/8/05 nuovamente in condizioni precarie .Sono stato costretto a fermarmi nuovamente a Piano di Sorrento nell’impossibilità di arrivare ad Anzio . E’ intervenuto un nuovo meccanico che ha provveduto a sostituire gli iniettori dopo aver cambiato nuovamente i filtri ed effettuati altri spurghi d’acqua . Tutti hanno confermato con palese evidenza che assieme al carburante mi è stata somministrata acqua essendo da escludersi inconvenienti di altra natura .
Telefonato alla Compagnia Petrolifera cui apparteneva il detto distributore , ho ricevuto come risposta che non risultava alcuna loro concessione per detto distributore che pertanto esponeva un’insegna abusiva e che sarebbero stati svolti accertamenti .
Il motivo della diffusione di tale grave episodio deriva soprattutto dalla pericolosità che una tale fornitura illegale comporta dato che un blocco di una imbarcazione in mare aperto può arrecare gravi conseguenze fino al rischio della stessa vita .
Ora quello che mi chiedo , dato che mi risulta che l’episodio non è capitato certo solo a me ma anche ad altri e non solo a Piano di Sorrento è il perché , nonostante le molte segnalazioni che le Autorità Competenti avranno certamente ricevuto , nulla sia stato fatto per prevenire tale ennesima truffa all’italiana . Cosa si aspetta per intervenire ? Che qualcuno muoia in mare affinché il problema sia sollevato ? E poi per risolverlo , con l’omertà e la delinquenza più forte dello Stato , soprattutto nel Mezzogiorno , quanti anni impiegherebbe la Giustizia per venirne a capo ? Ma che importa, tanto il problema riguarda i ricchi , quelli che hanno le barche. Il Paese ha cose ben più serie , irrisolte da ben più anni , di cui occuparsi . Si metta la questione in lista d’attesa quindi a meno che intervenga MI MANDA RAI 3 , l’unica speranza degli italiani per veder qualcosa risolto .
Ho ricevuto , a seguito della pubblicazione di tale articolo , una segnalazione di un analogo incidente avvenuto ad una imbarcazione di 20 m che aveva fatto carburante a Procida !Stesso calo di resa dei motori e necessità di cambio degli iniettori bloccati dall'acqua .
|